Emidio Pepe: il futuro dell’Abruzzo è una “spremuta d’uva” (e un ritorno al tendone)

C’è il rumore delle ruspe a Torano Nuovo. Un rumore che sa di futuro, quello di una nuova cantina ipogea di 1.400 metri quadri che “abbraccerà” due querce secolari. Ma se il contenitore cambia, il contenuto resta fermo a una filosofia che non accetta compromessi. “Il tempo non lo decidiamo noi”, esordisce Sofia Pepe mentre ci guida tra i filari. È lei, insieme alla sorella Daniela e alle figlie di quest’ultima, Chiara ed Elisa De Iulis Pepe, a custodire l’eredità di papà Emidio, fiero ultranovantenne, che osserva ancora la sua creatura con l’occhio di chi ha visto passare più di mezzo secolo di vendemmie. Fu lui, negli anni Sessanta, a venire preso per matto perché imbottigliava Trebbiano da invecchiamento.



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